
Archetipi
Un portone di ferro si apre con un gemito sordo. L’aria è densa, intrisa di incenso, ozono e qualcosa di indefinito… come carne scottata al sole. La sala è circolare, al centro un altare d’osso nero, pulsante come se respirasse lentamente.
Intorno, figure incappucciate osservano in silenzio, alcune con occhi che non sembrano più umani. Libri incatenati si aprono da soli, le pagine sfogliate da mani invisibili.
«Vuoi andare oltre la debolezza del tuo semplice corpo, vero?»Una voce emerge da uno degli angoli più bui, roca e carica di potere antico.«Vuoi fonderti con qualcosa di più grande, di più profondo, diventare ciò che nemmeno la tua razza osa immaginare… metà drago o una progenie delle tenebre, oppure magari una creatura dei piani.»Una delle figure si avvicina. Le sue mani non hanno carne, solo artigli scheletrici che danzano sopra una pergamena scritta in lingue proibite. Dove punta il dito, le parole prendono vita, e tu vedi… possibilità.
«Questi sono gli archetipi. Ci puoi nascere o diventare. Per scelta. O per dannazione.»Scegli con audacia. Perché qualunque cosa tu sia ora… potresti non esserlo più a lungo.