Per settimane il cielo è stato dominato da quella presenza innaturale. La cometa, comparsa senza preavviso, ha infine fatto ciò che nessuno avrebbe saputo prevedere: è semplicemente scomparsa misteriosamente.
Nessuna esplosione, nessun presagio, nessuna spiegazione, nessuna notizia di presunti eroi che hanno salvato il Faerun. Una notte era ancora lì, pallida e inquietante sopra il cielo del Nord; quella successiva non ve n'era più traccia.
Con la sua scomparsa, anche la furia dei draghi ha cominciato lentamente a placarsi.
Le segnalazioni di creature draconiche sono diventate sempre più rare, fino a ridursi a sporadici avvistamenti nelle regioni più selvagge. Gli attacchi sono cessati e, giorno dopo giorno, il terrore che aveva accompagnato la comparsa della cometa ha lasciato nuovamente spazio alla vita quotidiana.
A Neverwinter, le mura sono state ricostruite e le ferite lasciate dall'assalto di Klauth, il terribile drago rosso, sono state in gran parte cancellate. Strade, edifici e fortificazioni sono tornati a vivere e la città ha lentamente ripreso il proprio volto abituale. Le cicatrici dell'attacco rimangono, ma ormai appartengono al passato.
A Luskan, invece, non rimane quasi nulla dell'orrore che aveva invaso la città. I non morti sono scomparsi e delle loro presenze non resta che il ricordo. Il dracolich è stato visto una sola volta, fugacemente, è sparito per sempre nell'ombra. Da allora, nessuno ha più saputo nulla di lui. Non si conosce la sua destinazione, la sua origine, la motivazione del suo attacco, né se sia ancora in agguato da qualche parte nel Nord.
Nel Bosco di Neverwinter, il grande incendio è finalmente morto. Là dove per giorni le fiamme avevano divorato alberi e sottobosco, ora rimangono tronchi anneriti, cenere e vaste distese di terra bruciata. I druidi hanno cominciato il lento lavoro di risanamento del bosco, cercando di restituire vita a ciò che è stato distrutto. Eppure, tra coloro che conoscono quelle terre, continua a circolare una voce. Si dice che il drago responsabile dell'incendio non sia morto. Secondo alcuni, dopo essere stato ferito, avrebbe trovato rifugio nelle profondità del Monte Hotenow, là dove la montagna nasconde ancora antichi cunicoli e vene di fuoco. Nessuno può confermare la verità di queste storie. Ma nessuno, tra i druidi e i pochi sopravvissuti che hanno visto ciò che si nascondeva sotto la montagna, sembra disposto a considerarle semplici superstizioni.
E poi c'è Mirabar. Tra tutte le città del Nord, è quella che ha pagato il prezzo più alto. Le devastazioni subite hanno lasciato ferite profonde e la ricostruzione richiederà tempo, uomini e risorse. Ma anche lì il lavoro è già cominciato. Pietre vengono nuovamente posate, edifici ricostruiti e strade liberate dalle macerie.
La vita, lentamente, riprende. Il cielo è tornato normale. I draghi sono tornati a essere creature rare e terribili, non un'ombra costante sopra ogni insediamento del Nord. Le città ricostruiscono ciò che è stato distrutto. E la gente torna a occuparsi delle proprie vite.
La Dracorage è finita.