Il consueto frastuono dei moli di Luskan viene improvvisamente spezzato dal fragore del legno contro la pietra.
Una galea mercantile, la Nabucco, nella notte tra il 3 il 4 di Eleint, con le vele ancora spiegate e sospinta da una rotta ormai fuori controllo, si schianta contro le banchine del porto. L'urto è violento e alcune pietre cedono sotto la chiglia mentre la nave rimane incagliata, immobile.
A bordo, però, qualcosa non torna.
Non c'è equipaggio nonostante la vela spiegata e le cime perfettamente legate per la navigazione. Nessuna cassa di mercanzia, nessun abito dimenticato, nessuna traccia di lotta o di fuga. È come se quella nave non avesse mai trasportato anima viva.
L'unica presenza è un ragazzo dall'aspetto non più che sedicenne. Sordomuto, visibilmente agitato, ha cercato disperatamente di comunicare a gesti con chiunque salga a bordo, come se custodisse la risposta a un mistero che non può raccontare a parole, prima di accettare di scendere non potendo più lavorare per quella galea e quel capitano.
Le voci non sembrano voler girare soprattutto. E' difficile scoprire da dove provenisse quella nave e cosa trasportasse. E si sa cosa significa quando a Luskan qualcuno decide di tenere nascoste i significati dietro gli accadimenti.
DM di riferimento: Margaret



