Decimo giorno della prima decade di Marpenoth, anno 1375 dall'erezione della Pietra Verticale
Giunge l'ora del vespro a raffreddare e incupire le fronde del misterioso Bosco di Neverwinter. Una notte cupa pare aspettare sfollati e abitanti del bosco, dove la pioggia la fa da padrona, accompagnata da un fortissimo vento che scuote i rami e ne strappa le foglie. In quegli ultimi respiri del giorno, un boato assordante – più forte di un qualsiasi tuono – rimbomba in ogni direzione. I cuori si fermano, i respiri si mozzano e le parole muoiono nelle gole di molti. La terra trema; da prima, pian piano, distante, quasi fosse solo un monito scagliato dall'Hotenow a chi ancora non teme la sua furia, poi diviene man mano sempre più forte, più violento il suo scossone, tanto da far cadere ciò che è appeso ai muri, creando persino crepe negli edifici meno solidi dei villaggi ancora intatti. Raggiunge persino Neverwinter il terremoto, allarmando molti tra i suoi cittadini e i suoi visitatori, riversandoli per le strade con occhi rivolti al cielo piangente e agli edifici che li circondano. Niente però viene davvero danneggiato.
I pochi che hanno il coraggio di uscire allo scoperto sotto una simile tempesta notturna, all'interno dei confini del bosco, gettano i loro preoccupati occhi in alto, notando come la coltre di fumo si espanda in ogni direzione – incurante dell'acqua e del vento. Non solo, infatti, in svariati punti prende a brillare di riflessi inquietanti e vermigli, irradiando l'alta cima del vulcano di tanto in tanto. In svariati punti alle radici stesse del monte si aprono nuove spaccature, falde da cui brillano vive fiamme, gorgoglianti di magma. Lungo le sue pendici malgrado la pioggia, qua e là, paiono brillare nuovi e più vivi roghi, sempre più in basso... durante la notte, la pioggia si tinge ancor più di colori neri, portando con sé ampie nuvole di cenere che ricoprono ogni cosa.
Che l'ora dell'eruzione sia ormai prossima?
OFF: info DM Brandon/Tharaxus
