Terzo Giorno della Prima Decade di Marpenoth, anno 1375 secondo il Calendario delle Valli.
Un vento leggero, inizialmente, si alzava dal mare, sollevando fiacchi cavalloni che si infrangono contro le banchine del porto. Una leggerissima velatura di pioggia mattiniera deve, ancora, asciugarsi tra le strade, mentre in cielo una coltre grigiastra si dirada, mettendo in piena mostra il sole. Non è soltanto il maltempo passeggero ad essere trascinato dalle correnti; in tutta Luskan il vociare di un nuovi ritrovamenti si fanno sempre più insistenti. Dal porto si spinge su, sino alle porte cittadine sul Mirar. C'è chi giura di aver letto uno dei vari messaggi, prontamente o quasi scomparsi in tutta la città per opera delle Ciurme e di vari agenti di altre organizzazioni, tanto che è difficile comprendere persino dove siano apparsi inizialmente. Un susseguirsi di ricostruzioni diverse, ma che più o meno tutte, o all'incirca, concordano sul testo qui riportato.
Se non è il fuoco che temi, allora sarà il freddo. Lì dove fiamma, venti e gelo si incontrano, troverai parte del mosaico della Rinascita.
Come se non bastasse lungo la Corsa dei Predoni (Raevers'Run), non lontano dagli alloggi lussuosi dei capitani Taerl e Suljack, è stato ritrovato il cadavere carbonizzato di un uomo senza una mano, coperto d'abiti da marinaio di buona manifattura. Il suo cadavere attualmente pare scomparso misteriosamente, dopo essere stato avvistato all'alba, coperto di brina.
Infine proseguono gli attacchi a danno degli stranieri. Un paio di mercanti sono stati linciati dalla folla e ad alcuni le guardie hanno, unilateralmente, deciso di negare l'ingresso, rispendendo a sud alcuni viaggiatori. I pochi rimasti in città si asserragliano lontani da bassifondi, mercati e porti, considerati i luoghi in cui è più facile cadere preda della paura e della rabbia dei vendicativi abitanti di Luskan.