L'alba del 24 di Marphenot porta con sè un risveglio osceno.
Accanto al falco che giace da giorni impalato vi è un nuovo cadavere davanti ai cancelli del Palazzo di Smeraldo, questa volta di un mezzosangue drow.
Anche nella morte il suo viso sembra non aver trovato pace, congelato nell'ultima smorfia carica di morte e di terrore che l'ha colto.
Ha le orecchie mozzate, nella bocca spalancata non vi è più la lingua e le orbite sono vuote.
Un cadavere che pari fosse appartenuto a qualcuno di nome Vlad e che ora giace abbandonato, un monito privo di clemenza quello esposto dalla Chiesa Banita.
Se qualcuno mormora lo fa a fil di voce, senza farsi sentire.
Bane non perdona.