Era da qualche tempo che tra la gente della piazza principale, delle vie per bene della Luskan ricca, ma anche tra i sobborghi e i vicoli ove ratti ed esseri peggiori conducono la loro inutile vita, serpeggiava una notizia, strascinata dal tempo e dal timore che il Cubo aveva generato ed ha rimasto nel cuore di molti. Ma ora pare che quella voce, in principio solamente un sussurro, sia divenuta crudele realtà.
L'Eden, una volta rinomatissimo locale, di proprietà esclusiva di una voluttuosa rossiccia il cui nome si è perso nel tempo e nei gemiti dei suoi amanti è stato protagonista di un atroce e non tanto repentino cambio al vertice.
Qui il vociare si fa più confuso che chi dice che:
- Siano stati quelli di Casatorre
- Siano stati i Centesimi
- Siano stati alcuni appartenenti ad una frangia estremista di Aureliti
- Siano stati quelli del distretto di Mirabar
- Che ci sia lo zampino dei Baniti
- Che un amante geloso abbia trovato il coraggio per metter in gioco non solo il suo amore, ma anche la sua gelosia.
Le voci si sprecano, tutte vere e tutte false al tempo stesso, come sempre accade. Fatto sta che, tutti quanti coloro che li prima lavoravano, dal semplice garzone, alla sguattera di turno, alla baldracca che giaceva con i miserabili a quella che si accollava i colletti impomatati ed i visi imbellettati sono spariti. Compresa la vecchia gestrice.
Una cosa è certa, una notte, urla disumane si sono sentite, spaventose come quelle che affollano incubi fatti dello spessore degli alcolici più scadenti e delle droghe più forti.
Un'altra cosa certa come il sole che sorge è che questo luogo è rimasto chiuso per una decade intera. Porte sbarrate, finestre con assi inchiodate nel migliore dei modi. I clienti abituali, chi usufruiva della bisca, chi intrallazzava nel contrabbando si sono visti negare l'accesso da individui avvolto in vesti lunghe e similmente a quelle ecclesiastiche. Indossanti tutti delle maschere a becco lungo ricordanti i volti dei Kenku. Paradossalmente sin troppo simili ai cerusici che si addentrano nei luoghi ammorbati da malattie indicibili.
A tutti è stata detta la medesima cosa
"Il Peccato preso sarebbe giunto a ridar vita a quell'alcova, rendendola più di ciò che era. Facendo conoscere a Luskan tutta, ciò che da tempo è stato dimenticato. Allo scadere del decimo giorno ella si Mostrerà inondando anime e corpi con la sua Ambrosia "
Hanno preso a distribuire maschere, inviti su piume di corvo la cui punta che di solito si innesta nel corpo del volatile, è stata smaltata a rosso.
E la promessa è stata mantenuta. Sulla soglia di un locale completamente rimesso a nuovo, innanzi ai sette gradini che separano il terreno dal patio principale si è mostrata una donna.
Maschera in volto. Ma le voci si sono susseguite rapide, pare sia una certa Alexis Moore, rinomata prostituta che può vantare tra le sue conquiste addirittura forse qualche Capitano, o addirittura dei Casatorriani. Le voci si sa, si ingigantiscono al passare di bocca in bocca.
Una cosa è certa è Lei ora l'Ambrosia del Peccato, unica gestrice del fu Eden.
