FORGOTTEN DREAMS
Crocevia dei Sogni » Helix, -686 CV — Tra le ceneri dei ricordi
Basso Netheril » Helix, -684 CV — Cronache ai confini dell'impero
Basso Netheril » Helix, -684 CV — Dove nascono i sogni
Alto Netheril » Eileanar, -669 CV — (In)cauti esperimenti nel cuore dell'impero
Basso Netheril » Miniere del Dekanter, -669 CV — Perché tutto possa cambiare
Crocevia dei Sogni » Eileanar, -664 CV — Come un fulmine nero nel firmamento
Basso Netheril » Porto di Yeoman, -339 CV — Echi perduti dell'impero
Alto Netheril » Akintaer, -339 CV — Quando il cielo cade
Crocevia dei Sogni » Porto di Yeoman, -339 CV — La quiete prima della tempesta
Valle del Vento Gelido » Frosthaven, 1348 CV — Il giorno che non conobbe mai il futuro
Grande Foresta » Boscoscuro, 1358 CV — Il canto della luna morente
Costa della Spada Settentrionale » Radura Ghiacciata, 1377 CV — Genesi
Crocevia dei Sogni » Neverwinter, 1395 CV — Passato, presente e futuro
Svolta in data: 10/05/2026
Partecipanti: Mereth Dalanthyr, Rotblind, Vigil
Locazione: Crocevia dei Sogni » Helix (formalmente Yartar » Gioiello del Dessarin)
Durata: 3 h
Genere (difficoltà): GI 2
Premi in PE: Mereth Dalanthyr (180), Rotblind (120), Vigil (210)
Premi vari:
• (Oggetto unico; in lavorazione) [Mereth Dalanthyr]
• Predatrice di Sogni (Oggetto unico) [Rotblind]
• Corona Spezzata (Oggetto unico) [Vigil]
POESIA SULLA LEALTA'
RESOCONTO
Nell'ennesimo sogno condiviso, il gruppo si ritrova ancora una volta nel seminterrato del castello legato ai ricordi di Helianthus. Ma ciò che in precedenza appariva come un luogo abbandonato e marcescente, questa volta si mostra vivo, ordinato, abitato, illuminato da candele calde, animato dagli sbuffi di una fornace accesa e dominato dalla carcassa quasi completata di un mythallar, antico artefatto di Netheril capace di sostenere città volanti. Ad attenderli vi è Morwen, la bambina incontrata nel sogno precedente. Non più nascosta e tremante dentro un armadio, ma serena, elegante e seduta ad un tavolo intenta a scrivere qualcosa su un foglio di pergamena. Attraverso le sue parole, i tre comprendono che quel luogo non è un semplice ricordo, ma un sogno vivo, modellato dalla mente ancora cosciente di Helianthus che, secoli dopo la caduta del Netheril, continua a custodire frammenti del proprio passato. Morwen spiega loro che il mythallar costruito da suo padre, il magister Boros, non avrebbe mai potuto essere completato, né mai potrà essere ricreato poiché la conoscenza delle pergamene di nether è andata perduta assieme all'impero e il veto imposto da Mystra sugli incantesimi superiori al nono ha reso oramai impossibile replicare quel genere di meraviglia. Rivela inoltre che suo padre aveva tentato l'impresa spinto dalla convinzione che il progresso richiedesse sperimentazione, ma che la sua scelta ha avuto un prezzo, soprattutto per chi come lui aveva una figlia da proteggere.
Col passare del tempo, emerge il dettaglio più importante di quel sogno, ovvero la sua stessa natura, ed è Morwen stessa a spiegarlo. Lei è una "manifestazione cosciente", una versione ricreata dalla mente ancora viva di Helianthus. Questo significa che Helianthus, in qualche modo, sopravvive ancora, poiché i sogni non appartengono ai morti. Forse immortale, forse intrappolato, forse semplicemente incapace di morire davvero. Morwen non è quindi la coscienza di una persona reale, ma nemmeno un ricordo qualsiasi. È il riflesso vivo di ciò che Helianthus ha amato e custodito per secoli nella memoria. Nonostante il carattere intimo e privato di quei ricordi, Morwen non mostra ostilità, ma al contrario li ringrazia. Lei stessa suggerisce che i protagonisti, entrando rispettosamente nei sogni di Helianthus, lo abbiano aiutato a ricordare chi fosse un tempo, con la speranza che quegli accadimenti abbiano avuto dei risvolti positivi nel presente.
Prima dell'addio, offre loro la possibilità di portare via qualcosa dal sogno. In quel crocevia tra memoria e desiderio, gli oggetti non sono semplici illusioni, ma con abbastanza volontà avrebbero potuto assumere forma reale nel mondo della veglia. Vigil sceglie di non reclamare nulla, ritenendo sufficiente il ricordo stesso di ciò che avevano vissuto, con la consapevolezza di aver fatto del bene. Mereth desidera invece il diario del padre di Morwen, sperando di trovarvi conoscenza, o almeno un legame tangibile con quella storia destinata a svanire, mentre Rotblind, affascinato dalla fornace e dalla costruzione del mythallar, si interessa invece ai minerali e ai segreti della lega usata per forgiare gli anelli dell'artefatto. Fu allora che Morwen prende un frammento grezzo che lei stessa identifica come chardalyn e lo getta nella fornace magica. A quel punto, l'intero laboratorio reagisce immediatamente: la fornace inizia a pulsare, le rune del mythallar si accendono una dopo l'altra e la stanza intera comincia a tremare; gli scaffali si deformano, le pergamene iniziano a trasformarsi in cenere a causa del calore, le colonne si crepano. Il sogno sta collassando su sé stesso e mentre tutto si sgretola attorno a loro, Morwen sorride serenamente, come qualcuno che ha sempre saputo che quel momento sarebbe arrivato. Infine la luce rossastra poi diventata bianca della fornace divora ogni cosa e i tre si risvegliano nei propri letti, ancora lucidi testimoni dell’inizio di una storia straordinaria, ma impossibilitati a comprenderne il finale.
La storia di Helianthus e Morwen, due arcanisti uniti non dal destino, ma da una scelta condivisa. Una storia di scoperta, amore, ambizione, lealtà, tradimento e rimpianto, che il tempo aveva quasi cancellato, lasciandone soltanto frammenti sospesi tra sogno e memoria.
COMMENTI
Sono lieto abbiate voluto tutti quanti concludere questa storia nel migliore dei modi, nonostante sia stata trascinata fino all'inverosimile. Mi sarei aspettato forse qualche domanda in più, perché il PNG fin da subito si è posto come una fonte quasi inesauribile di conoscenza su Netheril e su Helianthus stesso, ma poi ho valutato che rispecchiassero effettivamente il gioco che è stato portato avanti fino a quel momento e va bene anche così.
Andate a casa ora, avete bisogno di riposare.
Grazie per avermi accompagnato fin qui!
