FORGOTTEN DREAMS
Basso Netheril » Helix, -684 CV — Cronache ai confini dell'impero
Basso Netheril » Helix, -684 CV — Dove nascono i sogni
Alto Netheril » Eileanar, -669 CV — (In)cauti esperimenti nel cuore dell'impero
Basso Netheril » Miniere del Dekanter, -669 CV — Perché tutto possa cambiare
Crocevia dei Sogni » Eileanar, -664 CV — Come un fulmine nero nel firmamento
Basso Netheril » Porto di Yeoman, -339 CV — Echi perduti dell'impero
Alto Netheril » Akintaer, -339 CV — Quando il cielo cade
Crocevia dei Sogni » Porto di Yeoman, -339 CV — La quiete prima della tempesta
Valle del Vento Gelido » Frosthaven, 1348 CV — Il giorno che non conobbe mai il futuro
Grande Foresta » Boscoscuro, 1358 CV — Il canto della luna morente
Costa della Spada Settentrionale » Radura Ghiacciata, 1377 CV — Genesi
Crocevia dei Sogni » Neverwinter, 1395 CV — Passato, presente e futuro
Svolta in data: 20-27/03/2026 e 26/04/2026
Partecipanti: Mereth Dalanthyr, Rotblind, Vigil
Locazione: Basso Netheril » Helix (formalmente Yartar » Gioiello del Dessarin)
Durata: 3 h + 3,30 h + 4 h
Genere (difficoltà): GI 2 + EL 4 [GS 2 (due)]
Premi in PE: Mereth Dalanthyr (180+180) [360], Rotblind (150+150) [300], Vigil (210+210) [420]
Premi vari: —
POESIA SUI SOGNI
RESOCONTO
Dopo quasi tre settimane senza più sognare alcunché, Vigil, Mereth e Rotblind vengono trascinati ancora una volta nel misterioso villaggio di Helix, nella periferia dell'antico Netehril. Lì ritrovano il giovane Helianthus, bambino dai capelli bianchi e occhi dorati, figlio di un fabbro quasi certamente di origine barbarica, e dotato di sangue draconico come da lui rivelato. Il ragazzo infatti parte assieme al gruppo per esplorare il castello spezzato che domina la zona, coi tre decidono di accompagnarlo e a fargli qualche domanda personale durante il tragitto. Ed è proprio strada facendo che assistono a uno spettacolo impossibile! Sopra le loro teste a kilometri di altezza passa lentamente una città volante, una delle antiche enclavi Netheresi. I quattro discutono sul fatto che l'isola sia sospesa nel cielo grazie ai leggendari mythallar, potentissimi congegni magici capaci di alimentare intere strutture volanti. Helianthus, guardando in alto, dichiara con assoluta certezza che un giorno anche lui riuscirà ad avere una città volante tutta sua.
Giunti al castello, scoprono che gran parte dell'edificio è devastata da un effetto permanente di inversione della gravità. Oggetti, mobili e detriti fluttuano verso l'alto, mentre il castello stesso è spezzato a metà con ciò che è rimasto della parte superiore che fluttua a decine di metri d'altezza. Con ingegno e improvvisazione, ognuno di loro supera a modo suo quella prima difficoltà: Mereth si trasforma in un elfo alato, Vigil richiama il suo ippogrifo Alafulgida e insieme raggiungono la torre del mago che un tempo abitava il luogo. Qui, una volta entrati attraverso una voragine nel pavimento generata dal distacco forzato della torre dalla struttura, si accorgono di aver raggiunto lo studio privato del mago dove trovano il caos più totale... libri e pergamene sospesi in aria, vetri infranti e scrivanie piantate nel soffitto. Dopo aver forzato il cassetto proprio di quella che presumono fosse la scrivania del mago, recuperano un diario di ricerca appartenuto al magister Boros. Helianthus lo legge e scopre che Boros stava tentando di costruire un suo mythallar, ma non possedeva il potere di cui necessitava e aveva sostituito incantesimi di livello superiore con magie inferiori. Il diario indica anche il luogo ideale dove costruirne uno, come una camera sotterranea centrale sotto il castello.
Il gruppo si mette allora alla ricerca del sotterraneo scendendo nuovamente di quota e raggiungendo la parte inferiore del castello. Fanno il loro ingresso all'interno di un magazzino in rovina e aprono una botola semi-nascosta che conduce nelle profondità del maniero. Lì trovano finalmente il mythallar, che risulta essere difettoso. Si tratta di un congegno circolare di circa due metri di altezza e ampiezza composto da anelli metallici rotanti attorno a un nucleo di energia dorata. Gli anelli però sono mal funzionanti, inceppati e instabili. È chiaramente la causa del disastro che ha distrutto il castello e alterato la gravità. Mentre osservano la macchina chiedendosi cosa fare, vengono attaccati da sciami di mani mozzate animate, piccoli artigli striscianti che emergono dalle fessure delle pareti. Con prontezza, Vigil propone di utilizzare l'ambiente a proprio vantaggio attirando gli sciami verso le scale e rendendoli essi stessi bersagli dell'inversione gravitazionale al piano superiore, mentre Rotblind prova a capire se ci fosse possibilità alternative di affrontarli utilizzando le sue frecce infuocate. In ogni caso l'espediente funziona. Quelle creature precipitano tutte verso il soffitto cercando di seguire i protagonisti oltre la botola e liberando quindi la via.
Iniziando quindi a esplorare la stanza sotterranea. Sarà Mereth a rivelare il segreto del castello, aprendo un armadio e trovandosi di fronte a una scena terribile... rannicchiata al suo interno c'è una bambina denutrita, sporca di sangue e polvere, sopravvissuta chissà quanto tempo nutrendosi di roditori. Si chiama Morwen. Terrorizzata ma ancora viva, osserva il gruppo chiedendosi cosa fare, ma quando Mereth le tende la mano, lei la afferra senza pensarci due volte.
In quell'istante il sogno si spezza. Il gruppo diventa inatteso spettatore di ciò che è realmente accaduto nel passato. Vedono Helianthus affrontare da solo i pericoli del castello con una pianificazione che ha richiesto settimane o mesi, utilizzando corde, chiodi e attrezzi da scalata. Lo vedono superare con arguzia ogni ostacolo, scoprire il mythallar, fuggire dagli sciami di artigli striscianti utilizzando la stessa tattica del gruppo e infine aprire lui stesso l'armadio, trovando Morwen al suo interno. Questa volta è Helianthus a tenderle la mano e lei ad accettarla, incuriosita dalla presenza di quel bambino che ha più o meno la sua stessa età.
Quel gesto cambierà il destino di entrambi per i secoli a venire.
I tre si risvegliano di soprassalto nei propri letti, consapevoli che non stavano vivendo un semplice sogno, ma un ricordo antico. E soprattutto comprendono una verità inquietante... il bambino che hanno accompagnato non era soltanto un mago alle prime armi, ma il futuro grande arcimago di cui Mereth conosceva già il nome e la leggenda avendo interagito con altri sognatori nella realtà.
COMMENTI
Maledetti... sono dovuto arrivare alle minacce per giocarci questa sessione! Però ne è valsa davvero la pena.
Vi ho dato il massimo dei PE che potevo darvi, perché ognuno di voi ha avuto un'idea vincente nel risolvere passo dopo passo i puzzle che vi mettevo davanti, ma se devo dare una coccarda a qualcuno, è quel figlio di pu#$@!% di Vigil. Io sapevo già quale fosse il metodo più semplice per sbarazzarsi degli sciami perché avevo già messo per iscritto la storia di Helianthus e di come avrebbe potuto un bambino liberarsi da solo di quei mostri, anche perché ho avuto ampi margini di tempo per pensare alle varie risoluzioni, ma non mi sarei mai immaginato che ci foste arrivati anche voi nel giro di due round.
Come avete potuto notare dalla freccia di Rotblind, potevate affrontare gli sciami anche con le armi, quindi non è mai stata mia intenzione mettervi un mostro impossibile da battere. Qui Mereth riconoscendo i costrutti avrebbe potuto comunicare ai compagni che, essendo le creature di taglia Minuscola, queste non erano totalmente immuni alle armi, ma forse è stata proprio questa mancanza a portarvi alla risoluzione più pulita della problematica.
Un altro appunto devo farlo a Mereth, anche se non se lo meriterebbe perché ha giocato bene ed è stato anche l'unico a cui ho fatto un plauso in diretta, ma proprio per questo pretendo di più da te. Devi assolutamente equipaggiarti di incantesimi ad area, che tra l'altro possono essere risolutivi anche in situazioni ben più articolate di un semplice accerchiamento di mostri. I maghi sono i maggiori protagonisti in termini di controllo del territorio, ma tu hai una lista davvero troppo "egoistica" da quel punto di vista.
Ci risentiamo per la nostra ultima sessione allora!
