Svolta in data: 30/08/2023 - 31/08/2023
Partecipanti: Ludmilla e Robert
Locazione: Alta Via
Durata: 7 ore
GI: 1
Premi px: Ludmilla 120, Robert 135
Resoconto: Il momento è finalmente giunto. Dopo giorni di impaziente attesa, la mareggiata annunciata dalla strega del mare c'è stata, e Ludmilla e Robert si dirigono alla grotta sul mare per reclamare quanto gli è stato promesso.
Questa volta non incontrano la solita maligna creatura, ma qualcuno di diverso, ignorando quanto potesse essere di gran lunga più pericoloso.
Un uomo magro e con le spalle curve; non è molto alto – al di sotto dei sei piedi – e veste una tunica sacerdotale, con una tiara sul capo. Deve essere sui trentacinque anni, ma le piaghe strane e profonde ai lati del collo lo fanno sembrare più vecchio fin quando non si esamina il suo volto scialbo e privo di espressione. Ha una testa stretta, occhi blu slavati, apparentemente immobili, il naso camuso, la fronte e il mento sfuggenti, e delle orecchie singolari e poco sviluppate. Le labbra sono lunghe, spesse e screpolate, le sue guance grigiastre sembrano essere quasi prive di barba all’infuori dei pochi peli gialli e radi che si disperdono e si arricciano a chiazze irregolari, ed in certi punti la superficie sembra stranamente anomala, come se fosse stata scorticata da qualche malattia cutanea. Le mani sono grandi e con molte vene, ed hanno una sfumatura blu-grigiastra davvero inusuale. Le dita sono corte in modo sorprendente, in proporzione all’intera struttura, e sembrano avere la tendenza a ripiegarsi all’interno dell’enorme palmo.
Il sacerdote accoglie i due, e fa dono a Ludmilla di una tiara, avvisandola che fino a quando questa resterà in suo possesso, non dovrà mai temere il mare, e potrà riprendere la sua vita, eccetto per il debito ancora da saldare, che la vedrà costretta a sacrificare ancora delle giovani donne al culto di Dagon.
Un oggetto bizzarro, ma non occorre una sensibilità eccessiva per far rimanere letteralmente senza fiato davanti allo splendore strano ed irreale ed alla sua fantasia opulenta e aliena. La tiara è alta anteriormente, ed ha una superficie molto larga e curiosamente irregolare, come se il copricapo fosse destinato ad una testa dai contorni bizzarramente ellittici. Il materiale predominante sembra essere l’oro, sebbene una luminosità misteriosa lascia intravedere qualche strana lega di un metallo analogamente bello e non identificabile. Le sue condizioni sono quasi perfette, e ci si potrebbe perdere delle ore nello studio dei disegni straordinari e così poco tradizionali, alcuni semplicemente geometrici ed altri chiaramente marini, incisi oppure scolpiti in rilievo sulla superficie con un’arte incredibilmente aggraziata. Ma nel suo fascino vi è un elemento curiosamente stridente difficile da classificare, come se avesse qualcosa di ultraterreno. La sua creazione deriva chiaramente da qualche tecnica di infinita maturità e perfezione, ma estranea a qualsiasi corrente artistica conosciuta. Sembra che la lavorazione sia quella di un altro pianeta, o piano di esistenza… Gli strani disegni suggeriscono segreti lontani e abissi inimmaginabili nel tempo e nello spazio, con una inquietante natura monotonamente acquatica dei rilievi che mostrano mostri leggendari di una stravaganza e malignità ripugnante, metà pesci e metà batraci dai quali pare traboccare l’ultima quintessenza di una malvagità sconosciuta e inumana.
Di fronte a quell'oggetto, alle implicazioni che comporta e temendo forse che possa esercitare una qualche influenza su Ludmilla, Robert perde il senno e la pazienza che a fatica aveva mantenuto per amor della barda. Minaccia apertamente il sacerdote, puntandogli lo spadone contro, e dimostrando la sua ostilità al Signore dei Demoni. La sfrontatezza e l'arroganza del cavaliere questa volta non passano inosservate, e il sacerdote dimostra di possedere un potere smisurato, che abbatte furiosamente su Robert. Impone le mani su di lui, maledicendolo in una lingua sconosciuta (aquan) e debilitandolo enormemente. Ludmilla, sconvolta, interviene come può, pregando l'essere di salvargli la vita e cercare di salvare la propria, ora in pericolo. Il sacerdote, forse per clemenza, ma probabilmente per intenti ancora più malvagi e crudeli, non lo uccide ma lo colpisce ancora con la sua magia, rendendolo paralizzato ma in grado di assistere alla scena.
A quel punto è tempo per Ludmilla di reclamare quanto ha guadagnato duramente, e il sacerdote la invita a volgersi verso il mare, cominciando un discorso delirante, che è appena una traccia del disegno misterioso e oscuro del Principe degli Abissi.
C’è qualcosa di affascinante nella bellezza imperscrutabile degli umori mutevoli dell’oceano. Io lo trovo nella malinconica spuma d’argento sotto il copro ceruleo della luna; aleggia sulle onde eterne e silenziose che bagnano le rive nude; è lì quando tutto è senza vita eccettuate le forme sconosciute che luccicano sotto gli abissi bui. E, quando lo contemplo gonfiarsi con infinita forza, provo un’estasi simile alla paura, tanto da dovermi prostrare dinanzi alla sua potenza, e da non odiare quelle acque compatte e la loro travolgente bellezza. Sterminato e solitario è l’oceano, e come tutte le cose da lui provengono, così a lui torneranno. Nelle velate profondità del tempo nessuno regnerà sulla terra e nulla vi si muoverà, eccettuate le acque eterne. E queste batteranno su lidi scuri con una schiuma fragorosa, anche se non ci sarà rimasto più nessuno in quel mondo morente a guardare la fredda luce della fievole luna che gioca con le onde spumeggianti e la sabbia grezza. Sul margine dell’abisso si poserà soltanto una schiuma stagnante, che raccoglierà le conchiglie e le ossa delle forme morte che vivevano dentro l’acqua. Silenziosi oggetti molli rotoleranno lungo rive vuote, privati della loro pigra vita. Poi si farà ovunque scuro perché, alla fine, neppure la bianca luna si farà vedere sulle onde lontane. Non rimarrà niente, né sopra né sotto le acque cupe. E, fino a quell’ultimo millennio, e dopo la morte di tutte le altre cose, il mare ruggirà e si agiterà nella notte desolata.
Dalle acque del mare che bagnano l'ingresso della grotta, emergono degli Skum insieme a Jocelyn, e Ludmilla riuscirà ad ottenere la vendetta tanto desiderata, rivolgendole le ultime parole, trafiggendola con una freccia e facendola torturare e infine divorare delle creature marine. Durante lo svolgersi di questi eventi, appare all'improvviso una figura inaspettata, che Robert e Ludmilla credono di riconoscere. Sembra sapere chi è Jocelyn, che chiede invano il suo aiuto un attimo prima che sparisca così com'è apparso, lasciando tutti nello stupore. Allora Ludmilla tenta di recuperare Robert e andar via, scoprendo che le intenzioni del sacerdote sono ben diverse. E' così costretta ad abbandonarlo al suo destino, impotente, mentre il sacerdote trascina via il cavaliere verso le profondità della grotta, dalla quale si sentono urla disperate di aiuto di una donna e la risata maligna della strega del mare.
Commenti: E' stato tanto atteso, sofferto, faticato, ma alla fine questo momento è arrivato e spero che la giocata sia stata di gradimento e divertente quanto lo sia stata per me. Il cerchio si è chiuso, come Ludmilla ha potuto ben realizzare ripensando alle visioni avute alla villa del vecchio terribile. Ma non è finita, nuove complicazioni inaspettate sono sorte e il vincolo non è dissolto. C'è ancora un debito da saldare, e opporvisi sembra impossibile senza terribili pericoli. Ringrazio Vivien per il supporto e la disponibilità che ha dimostrato fin da subito nell'intrecciare questi eventi alle vicende di un proprio png, permettendo di creare una storia che ha tante possibilità di sviluppo e che permette ai giocatori coinvolti di trarre molteplici spunti.
Riguardo l'operato di entrambi, posso solo rivolgere per la prima volta un appunto a Robert. Seppure comprendo pienamente la frustrazione, la rabbia e l'odio del pg per i motivi personali di cui abbiamo ampiamente discusso, questa volta credo che abbia fatto un passo falso e peccato della saggezza necessaria (posseduta in base alle mentali del pg) a comprendere che atteggiarsi in quel modo in una situazione del genere era del tutto fuori luogo. Una punizione era d'obbligo, e ho tratto spunto da questo per regalare un finale amaro dal quale entrambi potranno trarre vantaggio in termini di gioco. Allo stesso tempo mi è veramente dispiaciuto che Robert si sia dovuto limitare ad essere spettatore degli eventi, non era questo il mio volere iniziale, e voglio elogiare la correttezza e la comprensione del player. Non è ancora finita per Robert, e avrà le opportunità per riscattarsi.